Finalmente un Ateniese fattosi avanti e confortato Nicia, disse che non bisognava tergiversare nè indugiare, ma dire in faccia a tutti quali preparamenti dovessero gli Ateniesi decretarli. E Nicia, benché malvolentieri, rispose che ne terrebbe posatamente più serio consiglio coi suoi colleghi : nondimeno parergli fin d’allora non doversi navigare con meno di cento triremi; che quelle destinate al trasporto delle truppe dovevano esser propio degli Ateniesi in quel numero che e’ credessero, le altre si facessero venire dagli alleati : che i soldati gravi tra degli Ateniesi e degli alleati dovevano essere in tutti non meno di cinque migliaia , e più se si potesse ; e che bisognava allestire e condurvi tutti gli altri fornimenti in proporzione dell’esercito, e arcieri d’Atene e di Creta, e frombolieri e ogni cosa che giudicassero opportuna.
Gli Ateniesi udito ciò, subito decretarono che i capitani avessero illimitato comando , e che quanto al numero delle soldatesche ed a tutta la navigazione facessero iu quel modo che credessero il meglio per Atene. Dopo di che cominciarono gli apparecchi, e mandarono per le truppe degli alleati, e facevano il ruolo di quelle di li : e siccome la città si era da qualche tempo riavuta dalla pestilenza e dalla continua guerra, cosi vi era molta fresca gioventù, e copia di denaro stante la tregua ; onde tutto somministravasi più agevolmente.