Nel medesimo inverno iChii per comandamento degli Ateniesi, che temevano di qualche innovazione a proprio scapito, demolirono la fortificazione testé fatta ; ma vollero prima da essi promessa e cauzione, in quanto potevasi che e' non farebbero novità di sorta veruna riguardo a Chio. Finiva intanto l’inverno e l’anno settimo di questa guerra di cui Tucidide scrisse l' istoria.
All'entrante estate subito il sole in parte ecclissò circa il novilunio , e fuvvi terremoto ai primi dello stesso mese. E i fuorusciti di Miti lene e del restante di Lesbo, la maggior parte dei quali venivano dalla terraferma dell’Asia, soldate delle genti ausiliarie del Peloponneso , oltre a quelle che avevano colà raccolte, espugnano Rezio, che poi restituirono intatto per la sommai di duernila stateri focaici : quindi marciano sopra Antandro, é Io prendono per via di tradimento. Era loro intenzione di mettere in libertà tutte le altre città nominate actee, o vogliam dire littorali ( possedute prima da’ Mitilenei ed allora in mano degli Ateniesi), ma principalmente Antandro. Discorrevano essi che , siccome quel luogo offre comodità di fabbricar navi stante il legname di cui abbonda , perchè il monte Ida gli sta a cavaliere, cosi quando avessero munito Antandro f partendo di li con l’apparecchio necessario y riuscirebbe facile infestar Lesbo vicina, e sottomettere le cittadelle eoliche di terraferma. Tal» erano le imprese alle quali volevano prepararsi.