Contuttociò Demostene non persuase nè i capitani nè i soldati, quantunque poi conferisse il progetto con gli ufficiali subalterni: e però, non potendo riprender mare, si ristava , finché la smania di murare il castello assalì i soldati disoccupati in quella dimora. Laonde messa mano all’opera travagliavano ; e perchè mancavano di ferri da lavorar le pietre, le portavano a scelta e le incastravano in quel punto ove ciascuna combaciasse. Ovunque occorresse il loto , mancando essi di vassoi, lo portavano sulla schiena, curv andosi perchè meglio vi stesse, e consertando le mani di dietro perchè non cadesse : e si affrettavano in ogni maniera di fornire il lavoro nei lati più facili ad espugnare , prima che vi accorressero i Lacedemoni ; giacché la massima parte del luogo era di per sé forte, ite punto abbisognava di mura.
Per avventura i Lacedemoni celebravano una festa , ed insieme facevan poco conto di questa nuova, confidando o che al primo loro presentarsi i nemici sloggerebbero , o che di leggeri prenderebbero a forza il castello. In parte anche li ritenne Faver tuttora Fesercito nell’Attica. Gli Ateniesi, in sei giorni munito il castello dal lato che guarda terraferma e dove era maggiore il bisogno , vi lasciano di presidio Demostene con cinque navi ; e col più della flotta affrettavano la navigazione per a Corfù e Sicilia.