« Laonde istruiti dalle mie parole, ovvero mulando proponimento, aumenterete il bene della Repubblica comune a tutti, se andrete convinti che i buoni tra voi ne avranno eguale anzi maggior frutto che non la molti« tudine ; dove pensando altramente risicherete di restar privi di tutto« E cessate da tali nuove, persuasi che noi preseti' tiamo la mente vostra, e che non lasceremo che ne segua l’effetto. Imperciocché ove pur vengano gli Ateniesi, questa citta saprà respingerli in modo degno di lei, ed a noi sono capitani chea ciò provvederanno. Che se nessuna di tali cose è vera (com’ io non dubito), la città non vorrà mica sbigottire delle vostre novelle, né scegliendo voi a capitani imporsi spontanea schiavitù. Che anzi consultando da per sé « punirà i discorsi vostri come equivalenti ai fatti, nè si lascerà torre la libertà presente coll’udir voi, ma guardandosi di fatto coll’impedire i disegni vostri, procaccerà di conservarla ».