Dipoi ciascuno degli Ateniesi che a mano a mano passava la porta, si avviava verso le mura, ove pochi del presidio peloponnesio fecero in principio resistenza , ed alcuni rimasero morti : i più però si diedero alla fuga impauriti da quel notturno assalto de’nemici, e dal vedersi a fronte quei cittadini traditori ; onde stimavano che tutti i Megaresi si fossero accordati a tradirli. Occorse inoltre che un araldo ateniese di suo capriccio bandì che chiuni{ue de’ Megaresi volesse esser con gli Ateniesi prendesse le armi. A tal voce non ressero più , ma pensando di aver veramente nemico tutto il popolo , si ricovrarono a Nisea. con loro gran moltitudine di popolo informati del segreto gridavano doversi aprire le porte ed uscire a battaglia. Avevano già tra loro stabilito che ungendosi per contrassegno con del grasso a fine di non essere offesi, aprirebquantunque avessero maggiori forze , nè gettare la città in manifesto pericolo ; che se alcun si opponesse , ivi s’avea a decidere coll'armi. Mostravano al tempo stesso non saper nulla di quei maneggi, ma insistevano come che consigliassero il migliore , ed intanto restavano fermi a guardia della porta ; di sorte che gli orditori della trama rimasero delusi.