Ma gli Ateniesi con Formione,che partiti dall’Acamania erano tornati a Naupatto, nel cominciamento della primavera si ridussero colla flotta ad Atene. Conducevano anche seco, oltre le navi prese, i prigioni fatti nelle battaglie navali, di condizione libera, i quali furono rilasciati col cambio d’uomo per uomo. Cosi terminava quest’ inverno ed il terzo anno della guerra descritta da Tucidide.
L'estate seguente, sul maturar del grano, i PeJoponnesi co’loro alleati sotto il comando di Àrchidamo figliolo di Zeusidamo, re dei Lacedemoni, assaltarono l’Attica, e fermatovi il campo devastavano il terreno. Ma la cavalleria ateniese, siccome era solita ove ne avesse il destro, si avventava sovr’essi contenendo la moltitudine delle genti leggere, perchè spiccandosi dal campo non precorressero a danneggiare i luoghi vicini ad Atene. Cosi trattenutisi finché ebbero vettovaglia, si ritirarono e si divisero per tornare alle loro città.